Uccisi 150 civili a Mosul, perché non si è parlato di questo attentato terrorista?

Giornali e televisioni occidentali hanno riferito, fino a rendere il pubblico consapevole e partecipe di ogni suo istante, dell’attentato terrorista di Londra del 22 marzo. La stampa ha innalzato a eroe il deputato Tobias Ellwood perché ha soccorso Keith Palme, il poliziotto ferito a morte. Un gesto di semplice umanità, essendo stato effettuato da un “potente”, è stato esaltato fino al parossismo. Viene da domandarsi: se il soccorritore fosse stato un imbianchino, un pizzaiolo o un docente, ne sarebbero state celebrate le gesta con cotanta retorica? Temo che a un semplice cittadino non sarebbe stato riconosciuto alcun titolo onorifico, mentre il deputato è un eroe perché per troppi giornalisti non è importante il gesto in quanto tale, ma chi lo compie. Una sudditanza al potere che è solo un esempio di come la stampa occidentale sia essenzialmente a servizio delle élite e non dei cittadini.

A Londra l’attentatore ha ucciso quattro persone, l’Isis l’ha rivendicato, verosimilmente si è trattato di una risposta a ciò che sta accadendo a Mosul. Su quello che sta avvenendo a Mosul però i mass media non sono stati tanto solerti a spiegarci i fatti. Qualche immagine ogni tanto velocemente passa in televisione, ma sono posti lontani di cui poco si sa. L’Iraq e l’intero Medio Oriente è in fiamme da anni: la prima Guerra del golfo del 1991; poi l’embargo che ha causato il genocidio di migliaia di bambini; nel 2003 c’è stata l’ennesima guerra “giustificata” da una bugia, la presenza in Iraq di armi di distruzione di massa mai esistite e quindi neppure mai trovate. Come se le migliaia di bombe atomiche possedute dagli Stati Uniti non si debbano considerare armi di distruzione di massa.

Ma torniamo a Mosul, qualche giorno prima dei fatti di Londra. Il 17 marzo la città irachena viene colpita da un attentato per mano della coalizione guidata dagli Stati Uniti, l’ennesimo, che ha ucciso almeno 150 civili. Secondo il generale dell’esercito iracheno Mohammed Mahmoud finora sono stati recuperati 156 corpi. L’ennesima bomba. Nel 2016 gli Usa hanno sganciato 26171 bombe in sette Paesi, tre bombe ogni ora per 24 ore al giorno. Migliaia sono state le vittime, ma sganciare bombe da un aereo telecomandato su di un villaggio di civili non è considerato terrorismo, il terrorista è solo quello che colpisce con un coltello da cucina.

Avete sentito parlare degli oltre 150 morti civili di Mosul? INew York Times ha scritto che se le cifre fossero confermate, l’attacco sarebbe “uno fra quelli che ha causato più morti civili da quando l’esercito degli Stati Uniti invase l’Iraq nel 2003”. I media italiani ne hanno forse dato notizia a caratteri cubitali come è stato fatto per le quattro vittime di Londra? E i politici nostrani che soffiano sulla rabbia sociale per racimolare qualche voto in più, insieme a quelli che, in maniera retorica, chiedono il minuto di silenzio? Tutti hanno taciuto. 

L’eccidio di Mosul si era persino tenuto nascosto. Ma la notizia è trapelata e il Comando centrale statunitense ha dovuto ammettere l’accaduto. La stampa timidamente ne ha dato la notizia. La maggior parte dei telegiornali non l’ha nemmeno riportata. Avete visto le immagini dei morti e dei feriti? Vi hanno detto che musica ascoltavano le vittime? Se preferivano il cinema al teatro? No. Del resto gli iracheni sono bestie e non esseri umani come i londinesi.

Questo occultamento dei fatti, questo sistematico insabbiamento dei crimini occidentali da parte dei mass media non cela solo una sottomissione al vero potere che è costituito dall’industria degli armamenti e del petrolio; questa mistificazione della realtà nasconde un razzismo becero. Il terrorismo e la violenza che esso genera non potrà mai essere superato finché non si accetta la sacrosanta verità che ogni essere umano, a prescindere dalla religione, dalla razza e dal genere è una persona unica e irripetibile. Se non si comprende ciò, il processo di disumanizzazione in corso accelererà ancora di più e il prossimo futuro sarà caratterizzato da nuove e crescenti barbarie.

Il Fatto Quotidiano